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Fulco Pratesi: "Doccia: una volta ogni 10 giorni è sufficiente. Mi prendevano in giro, ora mi danno ragione"

Lavarsi di meno è una scelta etica per rispettare e salvaguardare l'ambiente. Così la pensa l'ex presidente del WWF Fulco Pratesi. E non è il solo!
Doccia
Fonte: web

Una doccia a settimana o addirittura ogni 10 giorni, riservando alla quotidianità solo il lavaggio di alcune parti del corpo e limitando al massimo l’utilizzo di sapone, bagnoschiuma, shampoo eventualmente sostituendoli con prodotti naturali alternativi. Si fa sempre più largo la sensibilizzazione verso lo spreco dell’acqua e dell’inquinamento: qualche anno fa seguire queste regole ecologiche poteva essere piuttosto discriminante perché si poteva essere considerati delle persone poco igieniche. Oggi invece si fa sempre più largo la schiera degli “unwashed”, un trend partito circa dieci anni fa dagli States ed approdata da qualche anno anche qui in Italia. Tra i vip, pare che abbiano aderito a questa filosofia di vita green Brad Pitt, Russell Crowe, Jhonny Depp. In Francia molte fashion e beauty blogger inneggiano al risparmio dell’acqua suggerendo metodi alternativi alla doccia. In Italia abbiamo lo scalatore e scrittore Mauro Corona che ha dichiarato a Radio24  nell’aprile 2017 di essere arrivato non lavarsi anche per due mesi di seguito, tranne le parti intime che lava invece ogni giorno (o quasi). Lo scrittore conduce una vita abbastanza da “eremita” e quindi dichiara ai microfoni di potersi permettere un lavaggio così poco frequente e che i cani che abitano con lui non si lamentano.

Fulco Pratesi docet

Fulco Pratesi
Fonte: http://www.wwf.it

L’ex presidente del WWF ha cominciato la sua guerra allo spreco di acqua ben dieci anni fa, quando aveva raccontato sul Corriere della Sera la sua routine eco green giornaliera. La mattina appena sveglio riempie il lavandino a metà ed usa solo quell’acqua per farsi la barba, niente lavaggio dei denti appena svegli perché è uno spreco e non serve a niente e invece ovviamente sì dopo i tre pasti principali, ma ricordandosi sempre di chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti. Il bagno si fa una volta alla settimana il sabato mattina (Pratesi non si è mai fatto una doccia in vita sua), come usava negli anni Sessanta e nessuno si ricorda che le altre persone si tappassero il naso. L’ex presidente precisa che «ascelle, piedi e parti intime bisogna lavarli quasi ogni giorno e per evitare di puzzare si deve anche stare attenti a ciò che si mangia, evitando aglio e cipolla».
Anche la biancheria può non essere cambiata tutti i giorni: i calzini possono durare tre giorni (almeno d’inverno), le mutande almeno due e le camicie dai due ai tre giorni.

In un’altra intervista del Corriere della Sera nel 2016 Pratesi ha confermato la sua convinzione sulla bontà delle sue abitudini igieniche. «A quasi dieci anni di distanza, dico: altro che una settimana, un bagno ogni dieci giorni è sufficiente. Mi ricordo che quando scrissi quell’articolo venni massacrato e deriso da tutti – spiega Pratesi -. Ora vedo che forse non ero quello “zozzone” che mi avevano fatto passare. Non cadiamo nel culto dell’igiene indotto dall’industria che ci vuole vendere shampoo, deodoranti, balsami e quant’altro. Acqua e sapone sono più che sufficienti. Senza esagerare con l’acqua».

Con un consumo medio di 241 litri annui per abitante, l’Italia si conferma al primo posto in Europa come consumo d’acqua pro capite, questo quanto emerge dal rapporto 2017 Le risorse idriche nell’ambito della circular economy. Per fare una doccia si consumano mediamente 50 litri di acqua: dato che il consumo idrico è chiaramente un problema, e soprattutto negli ultimi anni abbiamo capito che a causa di siccità e caldo l’acqua sta diventando una risorsa che scarseggia sempre di più, è davvero così igienicamente sbagliato non farsi la doccia tutti i giorni?
Oltre alla questione dell’acqua c’è da considerare anche il fattore inquinamento dei prodotti per l’igiene personale e anche l’impatto che hanno sulla salute: molti dermatologi hanno spiegato che l’eccessivo uso di saponi per la pulizia del corpo e dei capelli alterano il ph della pelle che potrebbe compromettere la barriera naturale che ci protegge da germi e batteri.