Lara

chiede:

Ho 29 anni, vorrei essere felice ma non ci riesco. E non mi manca niente, l’unica cosa che mi disturba apparentemente sono gli attacchi di panico alla guida dell’auto che ho smesso quasi subito dopo la patente di usare, la moto grande o piccola la gestisco meglio di un pilota.

Utente

risponde:

Cara Lara,
se l’unica cosa che ti separa dalla felicità sono questi episodi di attacchi di panico… allora devi assolutamente porvi rimedio!
E sei anche molto fortunata perché la tua felicità dipende da una nevrosi facilmente risolvibile e perché hai capito qual è il tuo problema.
E allora rimboccati le maniche e affrontalo con coraggio!
Inizio col dirti che dal punto di vista biologico la paura è una reazione universale, fisiologica ed innata che ha una funzione protettiva: ci avverte di un pericolo e ci spinge a metterci al riparo.
Invece l’attacco di panico si basa sulla paura ma è un disturbo che si autoalimenta da solo perché attiva un circolo vizioso: vivi una situazione che la tua mente percepisce come pericolosa, il tuo corpo reagisce con i sintomi legati alla paura e questi sintomi sommati alla paura creano l’attacco di panico perché interpretati come minaccia alla propria salute.

Di conseguenza, successivamente, si eviterà la situazione che crea la paura fino a condizionare la propria vita in tal senso e la paura della paura diventerà una preoccupazione anticipatoria, cioè prima ancora che avvenga il sintomo. Il disturbo poi diventerà una costante fino a cronicizzarsi.
Una volta compreso questo meccanismo e la responsabilità che hai tu nell’attivarlo e nel mantenerlo, allora sarà più semplice agire per interromperlo una volta per tutte perché non è più la situazione ad attivare l’attacco di panico ma il modo in cui la interpreti e la gestisci.
I consigli in questi casi si rivolgono a due aspetti: cosa fare prima e durante.
Prima
La conoscenza dei sintomi ti aiuterà a capire quando sta per presentarsi un attacco di panico e nel “durante” ecco come agire: concentrati sul respiro mentre inspiri in modo lento e profondo col naso ed espiri tutta l’aria che hai nei polmoni (aiutati mettendo una mano sul petto e seguendo i suoi movimenti), non star ferma ma cammina e parla con qualcuno di quello che stai provando.

E mentre metti in atto queste strategie, pensa che l’attacco ha un tempo prestabilito, un suo inizio ed una fine che non supera mai i 20 minuti !
Per evitare invece di esser vittima di questo disturbo, è necessario modificare la sua importanza nella tua vita: non dovrà più essere lui ad avere potere su di te ma sarai tu a controllarlo.
È necessario mettere in atto strategie complesse seppur risolutive ed il mio consiglio è quello di rivolgerti ad uno psicologo che possa sostenerti in questo attraverso un percorso breve che ti aiuti a risolvere efficacemente ed a lungo termine questo disturbo.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento