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Domanda all'esperto

Il mio capo mi odia ma io non posso lasciare il lavoro

Vi prego aiutatemi, non so cosa fare. Il mio capo mi odia o, comunque, sfoga su di me il suo nervosismo. La mia collega all’inizio diceva che era tutta una mia invenzione, ma dopo alcuni episodi diversi in cui lui mi ha pesantemente insultata dicendomi che non so fare niente e che sono un peso, un po’ si è ricreduta.

Io non so perché fa così, ma il fatto è che io non posso rinunciare a questo lavoro ma non ce la faccio più. quando arriva il lunedì sono terrorizzata e ho sempre paura di fare qualcosa che lo farà arrabbiare. Cosa posso fare?

Domanda di Sere96

La risposta dell'esperto

Il lavoro occupa una fetta molto importante della vita sia dal punto di vista temporale (almeno la metà della nostra giornata la passiamo lavorando) che dal punto di vista dell’identità personale (le soddisfazioni o gli insuccessi lavorativi pesano sull’idea di sé e quindi influiscono sull’autostima).

È per questo motivo che le patologie professionali spesso sono molto invalidanti e possono diventare oggetto di processi penali e civili e dar luogo a risarcimenti importanti, basti pensare ai danni che può fare il mobbing nella vita dell’individuo che ne è vittima e dei suoi familiari.

Ed è un danno anche per l’azienda perché una risorsa sotto stress, è una risorsa che lavora male in termini di qualità e quantità del lavoro e che quindi intacca la redditività dell’azienda stessa.

Per tale motivazione devi sentirti in diritto e dovere di far emergere questa situazione e fare in modo che sia affrontata e risolta: chiedi un colloquio chiarificatore al tuo capo oppure affronta il discorso per iscritto se preferisci. La comunicazione è portentosa e spesso da un feroce litigio, nasce una stima reciproca indistruttibile; altra possibilità è di puntare ai livelli più alti cioè un direttore generale o un ufficio risorse umane, qualcuno che possa quindi agire avendo più potere rispetto al tuo capo.

Rendere palese il disagio con una richiesta esplicita a chi di competenza può risolvere la situazione oppure peggiorarla… ma vale la pena correre il rischio.

Altra scelta è imparare a sopportare i soprusi creando attorno a te una corazza invisibile che ti rende impermeabile a qualsiasi attacco e che ti fa scivolare addosso sentimenti di rabbia, insoddisfazione o inadeguatezza, rendendoli inoffensivi.

La cosa più importante è comunque rendersi conto che si è padroni della situazione e che si può sempre scegliere: scegliere di non cambiare nulla ma imparare a conviverci nel modo più sano possibile oppure scegliere di ribellarsi e cambiare le cose per vivere meglio dentro o fuori, in un’altra azienda.

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Risponde Dottoressa Cristina Colantuono

Psicologa Psicoterapeuta

Domanda all'esperto

Esperta in Psicologia Giuridica, si occupa di terapie individuali e familiari e offre supporto sulle seguenti tematiche: relazioni di coppia, sessualità, affidamento, divorzio, mobbing, abuso sessuale, disagi psicologici (ansia, depressione, etc..), genitorialità e infanzia.

Pagina Facebook Dott.ssa Cristina Colantuono – Psicologa Psicoterapeuta

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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