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Emicranie e cefalee: colpa anche dei tacchi alti, del sesso e della messa in piega

È la società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc) che ha diffuso la notizia. In aggiunta anche: gli odori, il poco sonno lo stress e il ciclo mestruale... ma queste cause noi donne le conoscevamo già.

DISTURBO INVALIDANTE. Sono più di 12 milioni, un quinto della popolazione, gli italiani afflitti da cefalee ed emicranie. Il disturbo più comune, eppure tra i più invalidanti, tanto che per tentare di guarirne oltre 500 mila persone si rivolge ai maghi.

Molti i giovanissimi che soffrono di emicrania: un milione sotto i 14 anni.

Questo il preoccupante quadro descritto dagli esperti della Società Italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), i quali si sono riuniti in congresso a Riccione per aggiornarsi e discutere della malattia.

Diverse le cause scatenanti il disturbo. Tra loro troviamo le già conosciute quali il poco sonno, lo stress, il ciclo mestruale, gliodori ma anche il sesso. La novità è che concorrono a scatenare il mal di testa anche i tacchi altri e le frequenti visite al parrucchiere per la messa in piega.

Non bisogna dimenticare l’alimentazione. Ad esempio saltare i pasti o al contrario esagerare con il cibo, può indurre il mal di testa a causa delle oscillazioni della glicemia.

CEFALEA ED EMICRANIA. Qual è la differenza?

*La cefalea è un disturbo doloroso della testa (talora associato a dolorabilità di faccia e/o collo). È la più comune tra le sindromi dolorose e si divide in tre tipi: Emicrania, Cefalea di tipo tensivo e Cefalea a grappolo.

*Il termine ‘emicrania’ descrive un gruppo di cefalee accomunate da dolore localizzato al capo che si caratterizza per:

  • Unilateralità, il dolore insorge in un solo lato del capo
  • Qualità pulsante
  • Intensità tale da ridurre o impedire la normale attività quotidiana
  • Peggioramento provocato dall’attività fisica usuale. 

CEFALEA CRONICA. Ricorre ai maghi soprattutto chi è colpito da cefalea cronica. La sofferenza continua inevitabilmente porta a provare anche le cure ‘miracolose’, e non solo i consigli medici dei Centri specializzati per le cefalee. Gli studi evidenziano che almeno la metà di chi ne è affetto prova questa strada, ma dopo aver verificato l’inefficacia dei guaritori, ritorna alla terapia medica tradizionale. 

QUALITÀ DELLA VITA. I dati del Sisc, evidenziano come il mal di testa sia la prima causa di rinuncia alla vita sociale, ed incida pesantemente sulle assenze lavorative (5 giorni in media a trimestre) e nell’11% dei casi, chi ne soffre si rivolge al Pronto Soccorso.

Una persona su quattro non va dal medico e si cura da sola. Gli analgesici e gli antinfiammatori sono la prima opzione adottata, e spesso ne fanno uso eccessivo sia gli adulti che il 90% dei ragazzi.

Chi soffre di questo invalidante disturbo non è molto ottimista sul futuro. Infatti secondo gli studi effettuati, solo il 10% dei malati spera di poter guarire.

”Il Sistema Sanitario Nazionale non prevede alcun trattamento per le cefalee. È un disturbo ‘fantasma”’. denunciano infine gli esperti della Sisc.