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Colon Irritabile: i consigli per affrontarlo

Più frequente tra le donne tra i trenta e i quarant'anni, la sindrome del colon irritabile, o intestino irritabile può essere causata da vari fattori. Scopriamo insieme cos'è e come si può rimediare.
COS’E’?   La sindrome del colon irritabile è un disturbo provocato dall’alterazione della motilità intestinale e rientra nel gruppo dei disordini funzionali gastrointestinali, ossia una categoria diagnostica definibile in base alla sola sintomatologia e caratterizzata dall’assenza di un substrato patogenico.

CAUSE. Tra le cause possono esserci fattori psichici quali: l’instabilità emotiva, l’ansia, la depressione e l’isterismo;fattori alimentari quali l’assunzione eccessiva di alcool, caffè o spezie, ma anche una dieta squilibrata. Altri fattori sono quelli infettivi, come ad esempio lo squilibrio della flora batterica che può dipendere, in alcuni casi, da terapie antibiotiche. Ultima causa, ma non meno importante è lo stile di vita in cui rientrano la sedentarietà, l’abitudine a controllare lo stimolo alla defecazione, un uso sconsiderato di farmaci quali i lassativi, gli antibiotici o gli psicofarmaci. Particolare importanza viene, inoltre attribuito allo stress emotivo tanto che in molti casi la sindrome del colon irritabile viene considerata un vero e proprio disturbo psicosomatico cronico e ricorrente: ossia alterna fasi sintomatiche a fasi di benessere.

SINTOMATOLOGIA.  I sintomi sono piuttosto eterogei e variabili. Gli elementi essenziali sono: dolori addominali, irregolarità nell’emissione delle feci quindi diarrea o stipsi, tensione addominale con fenomeni di meteorismo, nausea e spesso sono presenti gonfiore e tensione addominale dopo i pasti.

TERAPIA. La sindrome del colon irritabile presenta cronicità, ma è bene rassicurare sulla natura benigna della patologia stessa, la terapia quindi, è finalizzata alla risoluzione degli eventi patogenici che la caratterizzano, ossia ad alleviare i sintomi. La terapia può essere riassunta in tre brevi punti:

1) Occorre instaurare un buon rapporto medico-paziente in modo da poter accertare con sicurezza e scrupolo le situazioni o gli alimenti correlati alla sindrome, perchè come abbiamo visto le cause sono eterogenee.

2) I soggetti con componente ansiosa possono trarre beneficio dall’uso di ansiolitici o antidepressivi in modo da ridurre la partecipazione psicologica al dolore, quindi intervenire sulla riduzione dello stesso.

3) Necessarie sono l’attività fisica e un cambiamento delle abitudini alimentari: ad esempio regolarizzando l’orario dei pasti oppure eliminare quelle sostanze e/o cibi irritanti e stimolanti. Questi gli accorgimenti utili per riuscire ad alleviare la sintomatologia di base.