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Cancro in Italia: i dati del 2016 vedono un aumento nelle donne. Ecco i tumori più diffusi e le zone più colpite.

AIOM e AIRTUM, associazioni che si occupano di analisi di incidenza tumorale in Italia, nel corso della presentazione di un volume dedicato proprio al cancro nel nostro paese, hanno lanciato alcuni dati relativi al 2016. I più significativi? Aumenta il numero di donne a cui viene diagnosticato un tumore e diminuisce quello degli uomini. Ecco delle informazioni importanti per avere un quadro generale della situazione neoplasie in Italia.
Fonte: Web
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Non sono assolutamente da sottovalutare i dati emersi in occasione della conferenza stampa di presentazione del volume sui numeri delle neoplasie in Italia, giunto ormai alla sesta edizione. Anzi, quanto emerge da “I numeri del cancro in Italia 2016“, presentato all’Auditorium del Ministero della Salute davanti, fra gli altri, al ministro Beatrice Lorenzin, è decisamente preoccupante sul fronte femminile: il censimento ufficiale sul cancro condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), unitamente all’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) rileva infatti due precise tendenze, opposte fra loro, in cui il numero di donne colpite da tumore pare seriamente in aumento, mentre quello degli uomini affetti da cancro è in diminuzione.

In particolare, le cifre sono passate, per quanto riguarda le donne, dai 168.900 casi accertati nel 2015 ai 176.200 registrati quest’anno; nello specifico, si stimano circa 50.000 casi di tumore al seno in più rispetto all’anno passato (erano 48.000), individuati probabilmente anche grazie all’ampliamento della fascia di screening mammografico in diverse regioni italiane, che ha portato a notare un aumento significativo dell’incidenza sulle donne nella fascia di età compresa tra i 45 e i 49 anni. Dunque, nonostante le numerose ed importanti campagne sulla prevenzione, da attuarsi sì attraverso monitoraggi frequenti, ma anche grazie all’autopalpazione e ad uno stile di vita improntato al benessere, purtroppo le cifre tendono a salire. Viceversa, sul fronte maschile si assiste ad un calo medio del 2,5% ogni anno di tumori diagnosticati, tanto che, dai 194,400 dello scorso anno, si è giunti a 189.600 nuove diagnosi nel 2016.

Come spiega il professor Carmine Pinto, presidente dell’AIOM, “Ogni giorno sono circa 1.000 le persone che ricevono una diagnosi di tumore; questo evidenzia però lo sforzo continuo per migliorare la sopravvivenza dei pazienti, anche in termini di qualità della vita, non solo di durata. Le due neoplasie attualmente più frequenti, il tumore al seno nelle donne e quello della prostata negli uomini, hanno una percentuale di sopravvivenza nei 5 anni del 90%, cifra che aumenta se la patologia è diagnosticata precocemente“.

Nel volume un capitolo è dedicato all’approfondimento del ruolo del test per la determinazione dell’Antigene Prostatico Specifico (APS) che, secondo uno studio europeo condotto su 162.387 uomini, ridurrebbe il rischio di mortalità per carcinoma prostatico (21%), limitando al minimo la sovradiagnosi, ovvero l’individuazione tardiva di tumori che non sarebbero stati visti in anticipo a causa della loro lenta crescita.

Alcuni dati

Fonte: Web
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Nel 2006 erano 2 milioni 244.000 i pazienti in Italia con una storia di cancro; adesso i numeri sono aumentati, raggiungendo e superando i 3 milioni del 2016. Tuttavia, le percentuali di sopravvivenza nel nostro paese si sono allineate alla media europea, e quello che un tempo era un male che non lasciava scampo oggi è spesso divenuto una malattia cronica, con cui si può convivere“, ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso della presentazione del volume, analizzando anche alcuni dati in esso esposti.

Cancro in Italia: i dati del 2016 vedono un aumento nelle donne. Ecco quali sono i tumori più diffusi e le zone più colpite
Fonte: aiom.it
Fonte: aiom.it

Fra continue ricerche, nuove tecnologie e metodi innovativi, spesso anche molto curiosi, per contrastare l’insorgenza del cancro ed effettuare una diagnosi precoce, che in questi casi si rivela davvero di vitale importanza, i dati parlano di 365.000 nuove diagnosi di cancro nel 2016. Le neoplasie più diffuse sono quella del colon-retto (52.000), seno (50.000), prostata (35.000) e vescica (26.000).

La differenza di incidenza nelle regioni italiane

Fonte: Web
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Continua a persistere anche una rilevante differenza nell’incidenza tumorale tra il Nord e il Sud del paese:questo dipende dal fatto che, da un lato, nel meridione persistano fattori protettivi che giustificano la bassa incidenza di alcune neoplasie, come sostiene la presidente dell’AIRTUM, professoressa Lucia Mangone. D’altro canto, però, per alcune sedi tumorali i valori di sopravvivenza rimangono inferiori al Sud a causa di una minore attivazione degli screening programmati.

Nel libro è presente anche un capitolo dedicato alle 89.000 persone affette ogni anno da neoplasie rare, per cui la sopravvivenza a 5 anni è pari al 55%, rispetto al 68% delle altre forme tumorali. “Per questi pazienti” spiega Mangone” devono essere programmati percorsi dedicati, perché spesso loro, assieme alle famiglie, sono costretti a spostamenti onerosi e difficili, per via della frammentazione delle competenze o della mancanza di punti di riferimento“.

Fonte: aiom.it
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Un nuovo screening sul tumore della cervice uterina

Fonte: Web
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Nel corso della presentazione si è affrontato, oltre al tema APS, anche l’argomento del tumore alla cervice uterina, che rappresenta uno dei più frequenti soprattutto nelle donne under 50, essendo al 5° posto, con 2.300 nuove diagnosi stimate nel 2016. Alcuni programmi di screening hanno sostituito il Pap test con il test HPV (Papilloma virus) nell’ambito di progetti pilota, subito dopo la pubblicazione delle raccomandazioni del Ministero della Salute del Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012.

La dottoressa Stefania Gori, presidente eletto dell’AIOM, ha spiegato questa decisa virata verso il test HPV come primario nello screening cervicale: questo viene proposto, con frequenza quinquennale, nella fascia di età compresa tra i 30 e i 35 anni, mentre per le under 30 si continuerà ad usare il Pap test con intervallo triennale. Molti studi hanno rilevato una maggiore attendibilità ed efficacia del test HPV nell’individuazione di lesioni tumorali rispetto al Pap test.

L’ISTAT ha indicato per il 2013, ultimo anno disponibile, 176.217 i decessi attribuibili a tumore, 1000 in meno rispetto all’anno precedente, di cui quasi 99 mila erano uomini e circa 77 mila le donne. Le neoplasie sono la seconda causa di morte (29%) dopo le patologie cardiocircolatorie (37%). Nel 2013 il maggior numero di decessi si  è registrato con il tumore al polmone (33.483), seguito da colon-retto (18.756), mammella (12.072), pancreas (11.201), stomaco (9.595) e prostata (7.203).

Per affrontare una malattia di una tale gravità occorrono senza ombra di dubbio controlli frequenti, perché, non sarà mai abbastanza ripeterlo, la diagnosi tempestiva è importantissima, e può davvero salvare la vita. Superare chemioterapia, radioterapia e tutto il percorso terapico per guarire è dura, ma oggi si può davvero riuscire a salvarsi dal cancro.