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Bulimia: tutto quello che c'è da sapere su un disturbo alimentare così diffuso

In una società in cui l'apparenza è tutto, è in crescita il numero dei casi di bulimia. Ecco cause, sintomi, conseguenze e cure per saperne di più su questo oscuro e infido disturbo alimentare.
Bulimia
Fonte: Web

Capita spesso di incontrare persone che hanno o hanno avuto un periodo di brutto rapporto con il cibo. Se questo periodo si protrae troppo a lungo, però, sfocia in una vera e propria malattia e diventa un disturbo alimentare molto serio.

Uno dei disturbi alimentari più diffusi oggi, purtroppo, è la bulimia e quasi tutti sappiamo ormai che consiste nel mangiare eccessive quantità di cibo per poi ricorrere a diversi metodi per eliminarlo e non ingrassare come vomito autoindotto, lassativi, digiuni prolungati e intenso esercizio fisico.

Già nel lontano passato ritroviamo alcuni casi, senza citare i banchetti dell’antica Roma in cui abbuffarsi e rigettare il cibo era la norma: i sintomi iniziarono ad essere analizzati attorno al XX secolo e soltanto a partire dal 1950 si capì che erano correlati all’aspirazione a un’eccessiva magrezza.

Quali sono le cause per cui può insorgere la bulimia?

Bulimia cause
Fonte: Web

Innanzitutto vi è una predisposizione genetica: se vi sono livelli ormonali anormali, come uno sbilancio della serotonina, come conseguenza è frequente che insorgano comportamenti alimentari disordinati. Anche senza che ci siano dei casi precedenti in famiglia, possono esserci delle pressioni da parte di genitori o fratelli sul proprio aspetto fisico.

Eventi traumatici o stressanti possono provocare l’aumento del desiderio di cibo e anche conseguenti attacchi di vomito per il nervosismo, l’odio per se stessi e l’ansia. Stress per lavoro o studio o negli ambienti in cui si passa la maggior parte del tempo come lo sport e la depressione sono tutti fattori comuni di chi cade in un disturbo alimentare.

L’insicurezza può portare a non piacersi e a desiderare di cambiare il proprio corpo, soprattutto se si è soggetti a prese in giro o bullismo. L’adolescenza è dunque un periodo difficile per molti ragazzi che vivono un momento di grandi cambiamenti, di drammi e di confronto con gli altri o con i modelli proposti dai media. Ecco perché oggi è in atto una rivoluzione, lenta ma pur sempre una rivoluzione, nel mondo della moda con la scelta anche di modelle curvy.

Come riconoscere i sintomi della bulimia

Bulimia sintomi
Fonte: Web

Le persone bulimiche naturalmente tendono a nascondere i propri comportamenti, perché in fondo in fondo sanno di sbagliare e sanno di non essere come vorrebbero. Ci sono dei segnali, però, che possono essere un campanello d’allarme per capire che c’è qualcosa che non va.

Dopo aver mangiato, ad esempio, è facile che si abbia un cronico reflusso gastrico legato a disidratazione e ipopotassiemia causate dal vomito frequente. In bocca si possono trovare traumi orali per via di dita o oggetti che vengono inseriti ripetitivamente per indurre il rigetto del cibo e erosione dello smalto dentale a causa degli acidi.

Da un punto di osservazione più esterno bisogna vedere se la persona ha una sospetta attenzione sul numero di calorie consumate, ma al tempo stesso abbondanti porzioni assunte durante e fuori i pasti, bassa autostima, bassa pressione sanguigna, ciclo mestruale irregolare e si reca molto spesso in bagno.

Bulimia: pericoli e conseguenze

Bulimia conseguenze
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Inizialmente le conseguenze possono essere lievi come anemia, vertigini, pressione bassa, carenza di potassio, magnesio e sodio, affaticamento muscolare.

Se però si protrae nel tempo questa malattia i pericoli sono davvero seri: gengiviti, ulcere, infertilità e insufficienza cardiaca. Essere bulimiche non è un modo per diventare più belle, ma per rovinare il proprio corpo e a volte in maniera irreparabile.

Si può guarire dalla bulimia? Ecco come!

Bulimia guarire
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Il primo passo verso la guarigione è capire e ammettere di avere un problema. Dopodiché, grazie alle analisi e alle visite di medici, nutrizionisti e psicologi, è importante ristabilire un rapporto sano con il cibo, seguire una dieta adeguata e, nei casi più gravi, prendere dei farmaci. Esistono anche gruppi di sostegno o centri specializzati nella riabilitazione delle abitudini alimentari corrette, in cui è possibile svolgere attività e terapie di gruppo.

Bisogna offrire sempre il proprio appoggio a chi ne sta soffrendo, anche perché spesso potrebbero esserci carenze affettive alle spalle. Ascoltarlo, senza forzarlo o proporgli soluzioni semplicistiche, è già dargli una grande mano!