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Attacco di panico: come gestirlo

Se ci capita di avere la sensazione di perdere il controllo, di ansia, di essere vicini alla morte, misti ad altri sintomi fisici come tachicardia o senso di soffocamento, allora possiamo aver avuto un attacco di panico. Conosciamolo meglio e vediamo come evitarlo!
marcosimone.org 

Può capitare di sentirsi all’improvviso strani, una sensazione che parte dalla pancia ed arriva fino a su, portandosi con se una sensazione di perdita del controllo, ansia ed il pensiero angosciante di essere vicini alla morte.

Non si riconoscono questi segnali, il corpo ha dei sintomi magari mai provati prima e non si riesce a pensare a nessuna possibile motivazione.

Di cosa si tratta? Spesso stiamo avendo un attacco di panico.

  

Si tratta di una decina di minuti di paura e disagio intensi in cui possono presentarsi alcuni sintomi uguali per tutti. Per poter parlare proprio di attacco di panico, è necessario che siano presenti 4 o più sintomi riportati dal DSM (Manuale statistico dei Disturbi Mentali):

  • accelerazione del battito cardiaco, tachicardia;
  • eccessiva sudorazione;
  • tremori;
  • mancanza di respiro o senso di soffocamento;
  • asfissia;
  • dolore al petto;
  • nausea o malessere addominale;
  • sensazione di instabilità, bassa pressione o di svenimento;
  • senso d’irrealtà o di essere distaccati da sé stessi;
  • paura di perdere il controllo o di impazzire;
  • paura di morire;
  • torpore o formicolio in alcune parti del corpo;
  • vampate o brividi.

 

Ci sono tanti altri sintomi che possono presentarsi ma questi sono quelli considerati “ufficiali” per poter fare una diagnosi di attacco di panico.

Spesso l’attacco di panico, oltre a durare relativamente poco, può avvenire all’improvviso, senza un motivo apparente o in una situazione tranquilla e proprio queste sue caratteristiche ne peggiorano le conseguenze. Ecco perché sentiamo poi addosso un forte senso di pericolo, di catastrofe o di morte. Quando viviamo una situazione sconosciuta, in cui il nostro corpo ci rimanda segnali che non riconosciamo, è normale sentirsi spaventati e l’ansia blocca la nostra capacità di reagire.

 

Da cosa è causato?

Che manchi un motivo o che la situazione in cui siamo non ci crei disagio… è un’illusione, una bugia che ci dice il nostro inconscio!

C’è sempre un motivo che provoca un attacco di panico e spesso la situazione che stiamo vivendo contribuisce a creare le condizioni giuste affinché si verifichi.

Infatti a volte l’attacco è inaspettato, altre volte è provocato chiaramente dalla situazione ed infine può essere “sensibile” ad una data situazione scatenando la sua manifestazione o aumentando la probabilità che accada.

Senza dubbio dipende molto anche dal periodo che stiamo vivendo o dal contesto in cui siamo inseriti e alcuni elementi possono aumentare la nostra fragilità, esponendoci al rischio, come per esempio:

  • la presenza di qualche componente della famiglia che ne soffre;
  • un periodo di stress elevato;
  • un lutto o una malattia di una persona vicina;
  • cambiamenti notevoli di vita (licenziamento, maternità, trasloco…)
  • abusi fisici e sessuali durante l’infanzia;
  • un trauma recente (incidente, terremoto, violenza…);
  • un passato rapporto disfunzionale con i propri genitori;

 

Quindi, da questo punto di vista, l’attacco di panico può anche essere una reazione giustificata.

Non siamo wonderwoman o superman… e non diamolo per scontato!

 

palloncino
Per capire ancora meglio, pensiamo ad un palloncino: immettendo l’aria si gonfia fino ad arrivare alla dimensione ottimale per lui. Se continuiamo a soffiare, il palloncino continuerà a gonfiarsi ma fino ad un certo punto e se ci sono dei fori sulla superficie, l’aria in eccesso troverà uno sfogo ma in caso contrario, il palloncino esploderà! Il nostro corpo è proprio così: immagazzina tutti gli stimoli che arrivano dall’esterno fino ad arrivare ad un point-break, dopo il quale “esplode” con qualche sintomo.

 

 

Nel nostro caso i “fori sulla superficie” possono essere tutte quelle situazioni che ci permettono di ricaricarci e di eliminare la tensione: lo sport, un massaggio, una bella dormita, un viaggio.

Che fare?

Il primo passo da fare è rendersi conto di aver bisogno di un aiuto, quindi il consiglio è prendere il coraggio a due mani e contattare uno psicologo. Questo non significa essere pazzi, l’attacco di panico è una nevrosi (molto meno grave delle psicosi) quindi una tipologia di disagio che proviamo tutti almeno una volta nella vita!

Contattare uno psicologo significa avere a cuore la propria salute: spesso anche solo il primo colloquio aiuta notevolmente fornendo risposte importanti e permettendo il raggiungimento di uno stato mentale migliore.

Lo psicologo consiglierà inoltre se è il caso di rivolgersi anche ad altri professionisti come un cardiologo, uno psichiatra o il medico di famiglia.

Il trattamento dell’attacco di panico può includere un intervento di psicoterapia, una parallela assunzione di farmaci (ansiolitici o antidepressivi) o la partecipazione a gruppi di auto-aiuto.

La psicoterapia ha elevate probabilità di successo ed indirizza verso l’utilizzo di tecniche di rilassamento e di riduzione dell’ansia al fine di affrontare le paure modificando i propri schemi di pensiero e le proprie modalità di reazione.

 

Se pensate di aver avuto un attacco di panico e volete saperne di più oppure se siete coscienti del fatto di soffrirne, tanto da non farvi vivere come vorreste, non rimandate: spesso il primo ostacolo è solo il “comporre il numero”, poi troverete un professionista disponibile ed interessato ad aiutarvi nel minor tempo possibile.

 

Dott.ssa Cristina Colantuono

[email protected]