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4 soluzioni anti "attacchi di fame" improvvisi: ecco come gestirli in modo naturale

Come gestire i vuoti di fame negli intermezzi delle nostre giornate?! Piccoli espedienti alternativi ai classici spuntini.
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Ecco i vuoti di fame e buchi allo stomaco !
Cosa mangi a metà mattina e metà pomeriggio per  placarli?
Cosa mangiare per evitare di assumere calorie in eccesso?
Ecco un po’ di alternative ai classici spuntini…

 

OPZIONE 1:      

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Un piacere rigenerante, noto per il suo consumo in tantissimi momenti della nostra vita quotidiana è il caffè!

Per chi soffre di patologie gastriche (coliti, gastriti, ernie) deve fare attenzione all’abuso e soprattutto a non ingerirlo a stomaco vuoto. Si potrebbe optare ad un caffè macchiato o magari caffè d’orzo, diuretico e ricco di vitamina B.

Chi non soffre di particolari disturbi può approfittare e potrebbe bere caffè non zuccherato regolarmente, da un minimo di 2 a un massimo di 4 tazzine al giorno, il quale può aiutare a bruciare ben il 10% di calorie in più.

È proprio questa percentuale, se confrontata con quella di altri cibi bruciagrassi, a garantire al caffè il primato di miglior sostanza bruciagrassi. Un esempio su tutti: il tè verde, che pur possiede un’azione bruciagrassi dimostrata scientificamente, arriva a incrementare le calorie smaltite in un giorno del 4%, meno della metà del caffè!

Ulteriori pregi del caffè sono:

–           il contenuto in grassi (15%)

–          Proteine (10%)

–          Zuccheri (38%)

–          Antiossidanti

–          Minerali (Potassio)

Tutto concentrato in 2 cal !!
Un po’ di zucchero nel caffè (evitando possibilmente dolcificanti artificiali, chimici e tossici) non mette in pericolo la linea. Inoltre è diuretico e leggermente lassativo, quindi accelera il metabolismo, soprattutto nei bevitori occasionali o particolarmente sensibili alla caffeina.  Il caffè amaro è più adatto al dopo pasto, in quanto il corpo ha già assunto zuccheri con gli altri alimenti.

Se al caffè facciamo seguire subito un bel bicchiere d’acqua l’effetto drenante è assicurato !

OPZIONE 2: 

Assorted fruit

Una buona e salutare abitudine è inserire nei nostri spuntini della buona frutta di stagione.

Kiwi, mele, banane, agrumi, ananas, uva, albicocche, prugne e tutto ciò che è di stagione.
Poche calorie, tanta acqua e fibra.
Tra i frutti che saziano di più menziono arance, banane e kiwi. Per abitudine personale mi concedo o 1 banana, o 1 arancia media o 2 kiwi ad ogni spuntino pomeridiano!
Ma attenzione alla mela!! Il classico frutto inserito nelle diete non è poi cosi ipocalorico.
Estrema  dolcezza con un tasso zuccherino elevato, può contribuire a stimolare il pancreas nella produzione di insulina, ormone che consente e sostiene l’accumulo di grasso, specie viscerale.
Inoltre tutta la frutta è zuccherina, quindi rappresentano una fonte di carboidrati facilmente assimilabili e non troviamoci giustificazioni, nascondendoci dietro il loro formato “frutta” , quindi naturale.
Se siamo soliti ad abusarne ricordiamoci che causiamo l’effetto contrario portandoci dietro zuccheri di rapido assorbimento, possibili gonfiori addominali e calorie in eccesso.

La cosa ideale sarebbe alternare la frutta che consumiamo fuori pasto, ad un pinzimonio di verdure amare, come finocchi e cetrioli.

Attenzione anche alle carote! Spesso ci piace stuzzicare il nostro palato sgranocchiandone qualcuna, ma sono i vegetali che contengono la maggiore quantità di carboidrati ad alto indice glicemico. Le migliori verdure rimangono sempre quelle amarognole: radicchio, indivie, e insalate amare.

OPZIONE 3:

FRUTTA SECCA: è risaputo. È molto calorica. Ma possiamo mangiarla anche tutti i giorni!
Come sfruttare le loro notevoli qualità?

La frutta oleosa è ricca di grassi vegetali, per questo motivo tendiamo ad escluderla dalla nostra dieta, dimenticandoci che è povera di zuccheri: arachidi, mandorle, nocciole, noci, anacardi, pinoli, pistacchi possono anche essere consumati dai diabetici. Non dimentichiamoci che contengono fibre e acidi grassi mono e polinsaturi, protettivi nei confronti di sindromi metaboliche (diabete), ipercolesterolemia e tumori

Possiamo inserirla nei nostri spuntini come rompifame o al posto si snack ricchi di carboidrati e zuccheri:

–          metà mattina:  10 mandorle

–          metà pomeriggio :  10 mandorle + 1 frutto fresco (2 albicocche o 1 kiwi)

–          dopo cena: 10 mandorle da sgranocchiare davanti alla tv à si assumono potassio, calcio, magnesio, litio dall’azione sedativa e calmante.

Questa distribuzione è solo un esempio creato con le mandorle, ma potremmo utilizzare anche un altro tipo di frutta secca.
Oppure potremmo parlare anche dei pistacchi, spesso poco considerati!

Sono ricchi di “grassi buoni” (90% di insaturi:  il 55% è composto da monoinsaturi, in gran parte acido oleico e il 32% da polinsaturi, principalmente acido linoleico), proteine rassodanti e minerali (calcio, ferro, potassio).
Noto il loro contenuto in  fitosteroli, sostanze in grado di ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo assunto con gli alimenti, e di luteinabeta-carotene gamma-tocoferolo, tre antiossidanti che agiscono positivamente anche come fattori cardioprotettivi, ostacolando la formazione delle placche aterosclerotiche

–> 100 g di pistacchi hanno un potere antiossidante maggiore di mirtilli, more, dell’aglio e del succo di melograno.

Sono capaci di fornire anche molta arginina, un aminoacido che aiuta a prevenire l’indurimento delle arterie contribuendo a mantenerle resistenti ed elastiche.

Benchè piuttosto calorici possono essere consumati in quantità moderate, sia come spuntino perché sazianti, sia durante i pasti principali, per la loro capacità di ridurre la risposta glicemica dell’organismo.
Provate a trasformarli in un condimento per la pasta: 2 cucchiai di pistacchi tritati e frullati con 2-3 cucchiai di ricotta e poca acqua calda.

Tutta la frutta secca deve essere dosata con equilibrio,  e attenzione ai colitici ! Loro possono consumare preferibilmente solo pinoli e anacardi che non irritano e provocano fastidiose fermentazioni addominali.

Anche la colazione può essere arricchita da 4, 5 noci/ 10mandorle/ 10 nocciole per dare un tocco di salute in più al nostro più importante pasto della giornata!

OPZIONE 4:

Ultimo espediente interessante è anche l’uso del pepe.
Il pepe contiene delle sostanze stimolanti che spingono l’organismo ad incrementare temporaneamente la produzione di ormoni stress-correlati, come il cortisolo, capaci di inibire la fame e accelerare il metabolismo dei grassi. E in più, come tutte le spezie, consente di insaporire i piatti senza fare uso di condimenti.

Non dimentichiamoci di bere circa 1 litro di acqua al gg, o se preferite 8 bicchieri di acqua al gg.
oltre a mantenere “pulito” il nostro organismo, in casi di attacchi di fame fuori orario cerchiamo di tamponare con qualche bicchiere di acqua in più. Nel giro di qualche minuto la nostra diuresi è assicurata!

 

Dott.ssa Valeria Crea